Con il progetto "Appia Regina Viarum" l’Associazione AIPU vuole indirizzare alcune azioni esistenti verso obiettivi condivisi, interpretando le opportunità partecipate in quanto attori interessati ad inserire le proprie azioni ed attività in una visione strategica orientata a orizzonti e intervalli temporali più ampi. Progetti pilota coordinati, divulgazioni attraverso: eventi, convegni, mostre, destinazioni turistiche valorizzando il patrimonio culturale esistente del sito da Terracina al Garigliano attraversando i Comuni di Fondi, Itri, Formia e Minturno nei Parchi regionali: Ausoni e Lago di Fondi, Aurunci e Riviera di Ulisse. In sintesi un programma che potrà diventare uno dei cardini della strategia di valorizzazione del Sito rendendo i territori attrattivi anche attraverso significativi ricadute economiche, un programma cioè che rappresenterà uno strumento per il coinvolgimento delle comunità locali.
Tracciata nel 312 a.C. dal censore Appio Claudio Cieco, la Via Appia fu la prima grande arteria pubblica del mondo romano. Univa Roma ai porti del Sud, ai territori della Magna Grecia, e infine all’Oriente: era una via di eserciti e di commerci, ma anche di idee, di culture e di fede.
Nel tratto tra Terracina e il Garigliano, l’Appia attraversa paesaggi che conservano intatto il fascino di duemila anni di storia. Qui, il tempo ha lasciato impronte di pietra e di luce.
Oggi, tra basoli antichi, campi d’ulivo e mare, segui la strada dei legionari, dei pellegrini e dei viandanti, e scopri come il viaggio continua con la percezione di una strada che ha cambiato la storia.
La Via Appia non è solo un monumento del passato: è un cammino vivo che attraversa paesaggi, borghi e persone. Oggi può essere percorsa a piedi, in bicicletta o con mezzi sostenibili, lungo un itinerario che intreccia archeologia, natura e cultura locale. L’Appia è un invito a rallentare, ad ascoltare il paesaggio, a riscoprire un’Italia autentica che vive tra mare e colline
Da Terracina a Minturno, ogni tappa è un’esperienza: i profumi degli agrumeti e degli ulivi di Fondi, il silenzio dei tratti di basolato antico immersi nel verde, le voci delle feste nel borgo di Itri le luci del tramonto sul mare di Formia, la sensazione di riportasi indietro nel tempo nell’attraversare Minturnae e il ponte Borbonico sul Garigliano.