Villa Mamurra
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Nuove scoperte alla Villa di Mamurra

UN mese di scavo presso la chiesa medievale scoperta fra le rovine della villa "di Mamurra" ha aperto il vaso di Pandora di una storia espansa su quasi venti secoli, di cui ora iniziamo ad intravvedere la prospettiva.

L'edificio di cui fra maggio e giugno si è iniziata l'esplorazione sta infatti rivelandosi depositario di una storia molto più lunga e complessa di quanto si potesse immaginare. La vita in epoca medievale, testimoniata in modo inequivocabile dalle pitture ancora parzialmente conservate sulle pareti dell'edificio (databili all'XI - XII secolo), costituisce solo un segmento di una parabola molto più lunga che, da un lato sembra avere dei punti di connessione con la fasi più tarde della villa stessa, mentre dall'altro giunge alle soglie dell'epoca contemporanea. Mentre riguardo alle origini dell'edificio, per adesso abbiamo solo delle indicazioni molto flebili, ma assai interessanti, di una loro possibile risalenza ad un'età che potrebbe collocarsi all'inizio del Medioevo, quello che invece è certo è che la chiesa è stata frequentata sino al XVIII/XIX secolo, anche se - per le fasi più recenti - non è possibile se la sua funzione di luogo di culto fosse ancora attiva, o se l'edificio fosse ormai utilizzato solo come riparo. Questa ipotesi è sostenuta dal ritrovamento di tracce di focolari allestiti dentro la navata nord e in un ambente situato a sinistra dell'ingresso della chiesa stessa.

Chiesetta medievale Gianola

Ipotetica ricostruzione della chiesetta alto medievale di gùGianola. Disegno dell'archeologa Fabiana Benetti

In queste fasi tarde la chiesa è stata anche utilizzata come luogo di sepoltura, ma non è da escludere che, in alcuni casi, ciò sia avvenuto in modalità non "canoniche", come ad esempio suggeriscono le due sepolture di infanti trovate tra le macerie che ingombrano l'area davanti all'ingresso principale dell'edificio. UN altro aspetto che le indagini hanno iniziato a restituire con chiarezza (ma che dovrà essere molto ben approfondito nelle prossime campagne di scavo)  è che la chiesa era connessa ad altri edifici. Sul lato sud, infatti, sono state trovate le tracce di muri che delineano la presenza apparentemente di due ambienti, di cui si dovrà in seguito comprendere dimensioni, ampiezza e datazione. I materiali rivenuti nel corso dello scavo sono ancora pochi per poter offrire appigli precisi alla datazione delle diverse fai di vita dell'edificio, ma si sta già lavorando sulla lettura degli abbondanti frammenti di affresco recuperati sia in quest'ultimo mese, sia nei precedenti scavi eseguiti dalla Soprintedenza. La ripresa delle attività sul terreno fra ottobre e novembre prossimo dovrebbe aiutare a dare qualche risposta in più ai vari quesiti che si sono aperti di fronte a noi.

Prof Federico Marazzi, prof ordinario di archeologia cristiana tardo antica e medievale presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, e Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici. Lo scavo è frutto della collaborazione tra Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Parco Regionale Riviera di Ulisse e l’Associazione Internazionale Progetti Ulisse AIPU ODV.

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