In occasione del 9° Congresso della Società Italiana di Malacologia - 7th International Congress on Biodiversity a si svolgerà a Palermo dal 28 al 29 novembre 2025 "I Musei di Storia Naturale come patrimonio della cultura e protezione della Biodiversità" è stato presentato il poster: Monitoraggio di Pinna rudis lungo le coste del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e del Golfo di Gaeta. Lo stato delle conoscenze.
La nostra associazione ha contribuito al lavoro di ricerca nel Golfo di Gaeta.
Il Lavoro è pubblicato da: Francesca Carella, Francesco Pollaro, Nausica Pollaro, Gianfranco Pollaro, Angelo Carotenuto, Adriano Madonna, Luigi Valerio, Grazia Villari, Agnese Petraccioli, Amedeo Maio & Nicola Maio.
La Pinna nobilis, nota come nacchera, è un grande mollusco bivalve endemico del Mediterraneo ed è oggi considerato in pericolo critico di estinzione. Negli ultimi anni ha subito un collasso drammatico delle popolazioni. Il problema è un parassita protozoo (Haplosporidium pinnae), che ne causa un'epidemia e la morte, e le attività umane come la pesca illegale e l'inquinamento che distruggono il suo habitat. Questi microrganismi provocano infezioni sistemiche che portano quasi sempre alla morte degli individui. L’epidemia si è diffusa rapidamente in tutto il Mediterraneo causando mortalità fino al 99% in molte aree.
Questi fattori hanno portato la specie a uno stato di "criticamente minacciata" secondo l'IUCN.
Siamo andati a ricercare l’altra specie come la Pinna rudis mollusco bivalve mediterraneo della stessa famiglia della Pinna nobilis e questo è lavoro sintetizzato come:
• Monitoraggio: La comunità scientifica si è attivata per monitorare la specie, studiare le cause del fenomeno e sviluppare contromisure.
• Ricerca: Si cerca di identificare individui e colonie resistenti al parassita, che potrebbero essere la chiave per la sopravvivenza della specie.
• Citizen science: Iniziative come "Mappa la Pinna rudis" coinvolgono i cittadini (subacquei, diportisti, ecc.) nel segnalare la presenza di esemplari, contribuendo così a creare una mappa delle popolazioni sopravvissute e a fornire dati utili per la ricerca.